CXCIV

By Berardino Rota

Già furon tre del mar nostro Sirene,

hor se’ tu del mar d’Adria una e migliore,

che cantar novamente insegni Amore,

Veniero, testimon de le mie pene.

Felici note, onde deriva e viene

a la guerra, al venen del mio dolore

pace e dolcezza! O spirto, in cui maggiore

di se stesso talhor Phebo diviene!

Ché non movi dal sasso, ove si giace,

con la forza de’ dolci accenti tuoi

la donna che pur morta e m’arde e piace?

Potrai ben tu viva tornarla a noi,

e render ad Amor l’arco e la face,

al mondo gli occhi, al sole i raggi suoi.