CXCIV

By Domenico di Giovanni

Ser Domenico Fava, del buon vino,

Che mi mandasti, io ne lavai le coglie

A una Miccia, ch'aveva le doglie,

Ch'era in sul partorire un leprettino:

Egli era forte, amaro, muffo, e chino,

Con bianchi fior, ma non v'eran le foglie;

Però che Bacco, ieri, egli, e la moglie

Ne fer ghirlande, e festa a San Martino:

Non ti vergognastù Prete da Gabbia,

Mandar quel per conforto a un malato

Da febbre vinto, e da continua rabbia?

Io sono afflitto, spento, e sfigurato

Col capo grullo, e scoppiate le labbia;

Per sete ho arso la gola, e 'l palato;

Vo per casa appoggiato

D'un tal baston, che s'io ti fussi presso,

Non ti parrebbe mica d'Arcipresso.