CXCIX – Cesarotti

By Giacomo Leopardi

Fida stanza romita, ove sì spesso,

Co' suopi dolci pensier, trova ricetto

Quella ch'è de' miei voti il sommo obbietto,

E mi fa, perché suo, caro a me stesso;

Poiché il mio fato ancor non leggo espresso,

Dimmi: vedesti mai fuor di quel petto

Uscir lento e furtivo un sospiretto

Mormorante il mio nome in suon sommesso?

Ah, se ciò fu, se un dì mai fosse (oh Dei),

Serbami quel sospir, serbalo intero;

Fa ch'io sugga quell'aure, e il cor ne bei.

Velerà, fida stanza, un bel mistero

Mia gioia occulta; ed il mio sguardo a lei

Dirà sempre che bramo, e non che spero.