CXCV

By Giusto de' Conti

Passato è il tempo, Amor, che di me stratio

Per contentar costei tu far solevi;

Passata è la stagion che tu dovevi

Farmi beato, ond' io di te son satio.

Passato è il tempo, anzi non hai più spatio

Ad effetto mandar quel che volevi;

Persa hai la forza in me e 'l valor che avevi:

Fammi il peggio che puoi, ch' io ten disgratio.

Ch' io sono in libertà ; et quest' altera,

Crudele, ingrata, falsa donna, a cui

Di volontà mi fei servo fedele,

Rivolti ha i suoi pensier tutti in altrui,

Di ch' io non curo: ché il mio core spera

A miglior vento dirizzar sue vele.