CXCVI

By Francesco Beccuti

Io ch'una volta lodai noncovelle

deggio ben lodar voi che siete il tutto

circa i costumi e le virtù più belle;

ma non prometto di toccar per tutto

i tasti del vostr'organo, perch'io

non mi voglio imbarcar senza presciutto;

bastami sol di sodisfare al mio

(disse il padre Ariosto, io non so donde)

c'ho di lodarvi e d'onorar disio.

Voi non siete un bell'arbor pien di fronde,

ma tutto pien di frutti e pien di fiori

e quel ch'appare è bel, quel che s'asconde.

Chi vi riscontra è forza che v'onori

e, come foste buona roba, è forza

che chi parla con voi se ne innamori.

Non son parole, prospettive e scorza

le cortesie ch'usate, e 'l donar vostro

altrui non prega, ma comanda e sforza;

voi sete proprio ne le corti un mostro

e il riverso e l'antifrasi di tanti,

vituperio e disnor del secol nostro.

I servizi che fate son cotanti,

cioè senza dir: — Torna oggi o dimane —

e dite del — sì — sempre a tutti quanti;

e le vostre gentil maniere umane

e 'l conversar domestico e sicuro

son grati e dolci più del marzapane.

Ai salsi detti, al ragionar maturo,

quando aprite la bocca, io veggio chiuse

la salara e le scole in sopramuro.

Che dirò di Parnaso e de le Muse

che vi terrian più che fratel, se voi

già non l'aveste per Mercurio escluse?

O noi beati, o fortunati noi

che 'l bel vostro commercio avemo in sorte

con l'altre cose che direm da poi!

L'invidia istessa, volsi dir la corte

non sa trovar nel vostro officio menda

e vi chiama fedel più che la morte.

Ma ritorniamo un poco a la stupenda

gentilezza, a voi sol propria e natia

ben che per discrezione ognun l'intenda:

tanto a voi giova l'usar cortesia

che, altrui servendo, il ringraziate ancòra

come l'obbligo vostro e suo non sia;

voi dispensate ogni momento, ogni ora

in beneficio d'ognuno, e pertanto

maraviglia non è se ognun v'adora.

Deh, perché non son io mastro di canto

per poter ben capire il contrappunto

de l'armonia de le virtù ch'io canto?

Con animo sì bello è poi congiunto

un sì benigno aspetto e sì giocondo

che ci dimostra quel che sete appunto.

Ma sento un che mi dice: — Oh tu hai del tondo!—

però ch'io me la passo assai leggieri

e di vostre virtù non tocco il fondo.

Io cominciai questo capitol ieri

e voleva su starci un mese intiero,

ma sempre mai non tornano i pensieri:

questo è uno schizzo, un'ombra, un cenno, un zero;

pur ardisco di dir questa parola,

che quel poco c'ho detto è tutto vero

e chi dice altro mente per la gola.