CXCVI
Io ch'una volta lodai noncovelle
deggio ben lodar voi che siete il tutto
circa i costumi e le virtù più belle;
ma non prometto di toccar per tutto
i tasti del vostr'organo, perch'io
non mi voglio imbarcar senza presciutto;
bastami sol di sodisfare al mio
(disse il padre Ariosto, io non so donde)
c'ho di lodarvi e d'onorar disio.
Voi non siete un bell'arbor pien di fronde,
ma tutto pien di frutti e pien di fiori
e quel ch'appare è bel, quel che s'asconde.
Chi vi riscontra è forza che v'onori
e, come foste buona roba, è forza
che chi parla con voi se ne innamori.
Non son parole, prospettive e scorza
le cortesie ch'usate, e 'l donar vostro
altrui non prega, ma comanda e sforza;
voi sete proprio ne le corti un mostro
e il riverso e l'antifrasi di tanti,
vituperio e disnor del secol nostro.
I servizi che fate son cotanti,
cioè senza dir: — Torna oggi o dimane —
e dite del — sì — sempre a tutti quanti;
e le vostre gentil maniere umane
e 'l conversar domestico e sicuro
son grati e dolci più del marzapane.
Ai salsi detti, al ragionar maturo,
quando aprite la bocca, io veggio chiuse
la salara e le scole in sopramuro.
Che dirò di Parnaso e de le Muse
che vi terrian più che fratel, se voi
già non l'aveste per Mercurio escluse?
O noi beati, o fortunati noi
che 'l bel vostro commercio avemo in sorte
con l'altre cose che direm da poi!
L'invidia istessa, volsi dir la corte
non sa trovar nel vostro officio menda
e vi chiama fedel più che la morte.
Ma ritorniamo un poco a la stupenda
gentilezza, a voi sol propria e natia
ben che per discrezione ognun l'intenda:
tanto a voi giova l'usar cortesia
che, altrui servendo, il ringraziate ancòra
come l'obbligo vostro e suo non sia;
voi dispensate ogni momento, ogni ora
in beneficio d'ognuno, e pertanto
maraviglia non è se ognun v'adora.
Deh, perché non son io mastro di canto
per poter ben capire il contrappunto
de l'armonia de le virtù ch'io canto?
Con animo sì bello è poi congiunto
un sì benigno aspetto e sì giocondo
che ci dimostra quel che sete appunto.
Ma sento un che mi dice: — Oh tu hai del tondo!—
però ch'io me la passo assai leggieri
e di vostre virtù non tocco il fondo.
Io cominciai questo capitol ieri
e voleva su starci un mese intiero,
ma sempre mai non tornano i pensieri:
questo è uno schizzo, un'ombra, un cenno, un zero;
pur ardisco di dir questa parola,
che quel poco c'ho detto è tutto vero
e chi dice altro mente per la gola.