CXCVI

By Giovan Battista Nicolucci

Amor, seco mirando

dal Ciel madonna, quando

vide il crin d'or, ch'è un sol che vince il sole,

disse queste parole:

- O chiome al mondo sole,

in voi sole mi fido;

non sarà più mio nido

Pafo, o Citera, o Idalio, o Menfi, o Gnido. -

Poi, tacendo, discese,

e dentro vi si stese,

e sempre più sentì tanto diletto

da questo albergo eletto

che per starvi ristretto

ivi aver volse l'esca,

acciò che mai non esca

e il partir per cibarsi non gli incresca.

Ivi con nove frodi

si pose a formar nodi

con che gli incauti cori, ond'egli ha vita,

per la strada smarrita

prendesse a la partita

che fan dai petti loro

quando il dolce tesoro,

li tira ne' capei coi lacci d'oro.

Or, mentre che s'adopra

intorno a sì bell'opra,

volò sopra la fronte, e fu sì fiso

ne l'angelico viso

che si trovò conquiso

da vago ardente lume,

in cui scote le piume

s'avien che quel calor troppo il consume.

Così più non fatica

per legarci, né intrica

le bionde trecce come avea proposto,

ma negli occhi s'è posto,

e saetta nascosto

perché nïun si guardi,

e son gli aucti dardi

e l'arco suo le ciglia e i dolci sguardi.