CXCVII – Cesarotti

By Giacomo Leopardi

Era un bosco la terra; ivano a squadre

Gli uomini errando, e si mescean quai fere:

Sceso Imeneo da le celesti sfere,

La sua possanza ah di qual ben fu madre!

Sacri nomi s'udir di sposo e padre;

Ministro di virtù fessi il piacere;

Saggio divenne amor, dolce dovere,

Nacquer leggi, cittadi, arti leggiadre.

Fu di famiglia pria, quel che fu poi

Amor di patria: ché ad amar s'apprese

Ne' suoi se stesso, e ne la patria i suoi.

S'eternan chiari nomi, avite imprese;

Virtù scambiarsi, e s'innestaro eroi:

Sposa, Imene a tal fin sue faci accese.

T'esalti il gregge vil, secol che detto

Fosti a torto de l'oro; io ti condanno.

Fu il vantato tuo bene ombra ed inganno:

Ch'ombra è piacer se nol condisce affetto.

Spegnea in culla il desio facil diletto;

Ché ignoto onor non si dicea tiranno:

Senza fren, senza scelta, e senza affanno,

Era l'auspice istinto, un cespo il letto.

Proprio fessi il comun; leggi e pudore

Ne fur custodi: onde il desio, che sciolto

Disperdeasi pei sensi, invase il core.

Da più parti respinto, in ceppi avvolto,

Concentrossi in un punto: e nacque amore:

Amor! l'Eliso è in questo nome accolto.

Duro nome è dover: d'ogni diletto

Tra le sue mani inaridisce il fiore.

Sdegna lungo riposo alato Amore;

E in braccio a sicurezza assonna affetto.

Non chiude tutto il bello un solo obbietto;

E l'uom di tutto il belloo ha vago il core.

Col bel nasce desio, s'allenta, e more:

Ché se varia cagion, non dura effetto.

Sogno è d'accesa mente, eterna fede:

Tu nol soffri, o natura; uom, tu nol puoi;

Chi l'esige è tiran, folle chi 'l crede.

Tal parla il mondo cogli erranti suoi:

Coppia gradita al Ciel, felici Tede,

Smentir l'empio linguaggio opra è da voi.

Santo dover, ti di terren diletto

Depuri il fonte, e ingentilisci il fiore.

Senza la scorta tua che fora amore?

Ebbrezza d'alma, e periglioso affetto.

Se tutto nol concentra un solo obbietto,

Erra distratto, e vòto langue il core.

Uom, cerca il bel che non declina o more,

E avrà stabil cagion costante effetto.

Né fe senza virtù, né senza fede

Amor, né senza amor gioia aver puoi:

Mal abbia il guasto cor che ciò non crede.

Per chi sacra a Virtude i pensier suoi,

Ventila Amore ad Imeneo le tede.

Sposi, non sogno no: favello a voi.