CXCVII – Cesarotti
Era un bosco la terra; ivano a squadre
Gli uomini errando, e si mescean quai fere:
Sceso Imeneo da le celesti sfere,
La sua possanza ah di qual ben fu madre!
Sacri nomi s'udir di sposo e padre;
Ministro di virtù fessi il piacere;
Saggio divenne amor, dolce dovere,
Nacquer leggi, cittadi, arti leggiadre.
Fu di famiglia pria, quel che fu poi
Amor di patria: ché ad amar s'apprese
Ne' suoi se stesso, e ne la patria i suoi.
S'eternan chiari nomi, avite imprese;
Virtù scambiarsi, e s'innestaro eroi:
Sposa, Imene a tal fin sue faci accese.
T'esalti il gregge vil, secol che detto
Fosti a torto de l'oro; io ti condanno.
Fu il vantato tuo bene ombra ed inganno:
Ch'ombra è piacer se nol condisce affetto.
Spegnea in culla il desio facil diletto;
Ché ignoto onor non si dicea tiranno:
Senza fren, senza scelta, e senza affanno,
Era l'auspice istinto, un cespo il letto.
Proprio fessi il comun; leggi e pudore
Ne fur custodi: onde il desio, che sciolto
Disperdeasi pei sensi, invase il core.
Da più parti respinto, in ceppi avvolto,
Concentrossi in un punto: e nacque amore:
Amor! l'Eliso è in questo nome accolto.
Duro nome è dover: d'ogni diletto
Tra le sue mani inaridisce il fiore.
Sdegna lungo riposo alato Amore;
E in braccio a sicurezza assonna affetto.
Non chiude tutto il bello un solo obbietto;
E l'uom di tutto il belloo ha vago il core.
Col bel nasce desio, s'allenta, e more:
Ché se varia cagion, non dura effetto.
Sogno è d'accesa mente, eterna fede:
Tu nol soffri, o natura; uom, tu nol puoi;
Chi l'esige è tiran, folle chi 'l crede.
Tal parla il mondo cogli erranti suoi:
Coppia gradita al Ciel, felici Tede,
Smentir l'empio linguaggio opra è da voi.
Santo dover, ti di terren diletto
Depuri il fonte, e ingentilisci il fiore.
Senza la scorta tua che fora amore?
Ebbrezza d'alma, e periglioso affetto.
Se tutto nol concentra un solo obbietto,
Erra distratto, e vòto langue il core.
Uom, cerca il bel che non declina o more,
E avrà stabil cagion costante effetto.
Né fe senza virtù, né senza fede
Amor, né senza amor gioia aver puoi:
Mal abbia il guasto cor che ciò non crede.
Per chi sacra a Virtude i pensier suoi,
Ventila Amore ad Imeneo le tede.
Sposi, non sogno no: favello a voi.