CXCVIII – Cesarotti

By Giacomo Leopardi

Odi, Fille, e m'aita. Ardo; e del petto

Tengo a lei che il destò, l'ardor celato.

Ella o l'ignora, o il finge; e del mio stato

Prendesi (e il crederò?) crudel diletto.

Mandai nunzio del core un sospiretto,

Che pian pian mormorava il nome amato:

Ei gemea verso lei; passolle a lato:

Ma tornò non inteso, ovver negletto.

Fille, teco ella è sempre: ah dille ch'io

Per lei, solo per lei, peno e mi sfaccio.

Ma tu chiedi qual sia: scherzi, o nol sai?

No, non è Silvia o Nice. Eurilla? oh Dio.

Licori? ah no. Chi dunque? ah, Fille, io taccio:

Vattene a questa fonte, e la vedrai.