CXI

By Francesco Beccuti

Esangui e ignudi in su l'istessa rena,

ritolti allora al Tebro empio e funesto,

io vidi quei tre corpi. E qual sirena

non avria pianto, oimè! caso sì mesto?

Anton Iacomo ancor nel viso onesto

ritenea quella fronte alma e serena,

Alessandro l'ardir, Clemente in questo

pietoso affetto e smisurata pena.

Poi li vidi coperti a negro manto

sopra tre gran ferètri e 'n lunga schiera

il popol tutto e dir così nel pianto:

— Oh fede, oh pietà più d'ogni altra vera,

ambi perire al suo Alessandro accanto,

un per salvarlo, un perché sol non pèra!