CXI

By Benvenuto Cellini

Veduto Giove, poi sciolto 'l furore,

che i voti eran già 'l tempio della Pace,

non volse più soffrir: l'ardente face

strinse; poi comandò come signore

Iunon, Pluto e Nettunno, ch'ogniun fore

sortissin con lor forze più vorace:

–Soffiate, venti, aquilon fiero aldace,

esca Piton, Pandora, esca 'l terrore.

Disfarete, lor disse, ormai la terra,

poi che ciascun s'è fatto mio ribello

con falsi inganni, latrocini e guerra–.

Dove porrèn 'l gran mondo, già sì bello?

Signor, ché in te pietà pur s'apre e serra,

ogni cosa entri in culo al Bandinello;

e se non ha cervello,

per l'uno e l'altro polo io vi prometto

ch'ogni cosa enterrà 'n culo a Giorgetto.

S'e' non ha più diletto,

sel torrà in culo la sua pulita moglie,

che può cavarsi tutte le sue voglie.

Son poeta da coglie,

perc'ho 'l pel bianco e già l'avevo nero:

basta così ridendo dirvi il vero.