CXII

By Giacomo Lubrano

Che comete, che tuoni? arso Boote

mira a lampi fumar l'Artico Polo;

né regger può del Carro suo le rote,

e teme urtarle incenerite al suolo.

Marcian più guerre in una guerra, e scote

di barbari Turbanti immenso stuolo

a l'Imperio Roman le Rocche immote,

sbalzando in mine anche i tremuoti a volo.

Or chi a frenar l'incendioso orgoglio,

qual cor, qual mano a' torbidi torrenti

di fiamme ed armi oppose argine e scoglio?

Tua fu la Gloria, o Carlo, in cui viventi

spirano più Goffredi: a l'Austrio Soglio

Tu scolpisti in trofei anche i spaventi.