CXII

By Giovanni Boccaccio

Fuggesi il tempo, e 'l misero dolente,

a cui si presta ad acquistar virtute,

fama perenne e eterna salute,

el danno irreparabile non sente;

ma neghittoso forma nella mente

cagion all'ozio e scusa alle perdute

doti, le quai poi tardi conosciute

piange, tapino, e senza pro si pente.

Surge col sol la piccola formica

nel tempo estivo, e si raguna l'esca,

di che nel fredd'avverso si nutrica.

Al negligente sempre par ch'incresca:

onde nel verno muore, o ch'ei mendica,

e spesse volte senza lenza pesca.