CXII

By Giovanni Prati

È un dolor della mente, or che i recessi

del cor son chiusi al contumace iddio,

sebben gli spettri che nell´urna ho messi

oda pianger talvolta, e pianga anch´io;

poscia che ai sogni fuor da me reflessi

tendo le braccia con minor desio,

dir mi convien che, pur mutando amplessi,

è un dolor della mente il dolor mio.

È un dolor della mente a veder tutto

disfarsi al mondo, e non durar che breve

anco la diva luce e il roseo flutto.

Forse il pensiero è fior, che un vento lieve

riporta ai numi: se cader distrutto,

dopo visto l´Olimpo, anch´ei non deve.