CXII

By Ludovico Leporeo

Turco od asturco de l'armento ibero

Nato d'alato Zefiro al respiro,

Ti calco, e teco valco in corso e in giro,

Mobile a' cenni nobile destriero.

Se' tu de' lesti e presti il più leggiero

Che pondo egregio regio sol soffriro,

Miglior di quanti ovanti già saliro

Al Campidoglio con orgoglio altero.

Al tuo talento non v'è argento od oro,

E i Ledei, giurarei, mastri ti furo,

Che ersero Astolfo al golfo di Peloro.

Se tromba che rimbomba odi, o tamburo,

Mordi il fren, stampi il suolo, avvampi in Foro,

Di battagliar, di trionfar sicuro.