CXII.

By Luigi Tansillo

Benché s'appaghi del perduto sole

Qualunque vive in tenebre sepolto,

Quel ben, che a gli occhi suol mancar del volto,

Ai lumi de la mente accrescer suole.

Perché sian mie sventure al mondo sole,

A me fu, col veder, l'ingegno occolto:

Né fu sì ratto a gli occhi il lume tolto,

Che a la lingua fur tolte le parole.

Io non pensai da indi in qua né dissi

Cosa d'onor, ma lacrimando in sdegno,

In tenebre, in silenzio, e in dolor vissi.

Parvi dunque il fallir di scusa indegno,

Che sì gran tempo non cantai né scrissi,

Se fuggendo il mio sol, fugge l'ingegno?