CXII

By Domenico di Giovanni

L'Asprezza delle sorbe mal mature,

E la crudezza di Nero Romano,

Han dato penitenza a un Villano,

Ch'egli studi sei mesi in potature.

Ma il Repole, che 'ntese le misure

Sì gli disse: ei sarebbe caso strano,

Che una zucca con suo capo vano

Rifar volesse a Fiesole le mure.

Ma tu ne riderai alle guagnele,

Se Scipion menò 'l Duca di Stricch

A fargli rincarar succiole, e mele;

Ma Lanzimanne, Sermargoth, Spricch

Disse il Nocchier, che calava le vele,

Oh nollo vedi tu, ch'ei pare il Dricch?

Ben fai, che Locch, e Licch,

Parlar gran pezzo col Repole in greco,

Perché tenea sue ceste in Alfabeto.