CXIII

By Giovanni Prati

Popol e re, né a voi vivere eterni

concede il Tempo, che pietà non serba

a la lucciola e a l´astro, al cedro e a l´erba,

lanciando in tutto i suoi divini scherni.

Le famiglie del mondo han fati alterni,

come piace a la dea, ch´è in ciò superba

di mandar l´ora lieta ov´è l´acerba,

e i freschi maggi incanutir co´ verni.

Dormono i forti in Maratona; e scherza

la greca schiava a´ piè dell´islamita;

e su l´ossa di Varo Arminio sale.

Agita intanto Ipperion la sferza

sui cavalli divini; e la infinita

vanità delle cose è sempre eguale.