CXIII

By Giusto de' Conti

Non veggio, ove m'acqueti lasso, o dove

Pieghi il doglioso cor, perché io respiri:

Volger non posso, ove il mio mal non miri,

Et l'idol mio scolpito ivi non trove.

Il bel parlar, che sorridendo more,

Et tra il vezoso sguardo i bei sospiri,

Il cor m'infiamman sì, che fra i martiri

Di abandonarmi ha fatto mille prove.

Così mi strugge il cor, se per orgoglio

Avien che l'atto peregrino adorno

Tacendo gli occhi santi inchine a terra:

Ma più di quella man crudel mi doglio,

Che per antica usanza ciascun giorno

Mille volte il mio core et mille afferra.