CXIII.

By Luigi Tansillo

Prendi quest'alma in grembo, e menal' oggi

Al duro scoglio, ov'il mio ben s'asconde,

Caro pensier: fa che l'afflitta abbonde

Di quel che cerca, e 'l pie' già stanco appoggi.

Tu, dispregiando e fiumi e valli e poggi,

Vago ten corri ov'il voler t'infonde:

Né minaccia di tuon né furor d'onde

Pon far che 'l mar non varchi, e 'l ciel non poggi.

Tu nel passato vedi, e nel futuro

Passi sovente: a te ne l'altrui regno

Temenza e gelosia non chiudon porte.

Vivrò, dolce pensier, lieto e sicuro,

Mentre avrà l'alma inferma il suo sostegno,

Ché noiar duol non mi potrà, né morte.