CXIII

By Matteo Bandello

Vago ruscello, che l'erbetta molle

con le chiar'acque vai bagnando ognora,

com'all'usato teco non dimora

quella ch'ogn'altro ardor dal cor mi tolle?

Che qui più volte i piè bagnar si volle,

scherzando con le Ninfe alla fresc'ora;

poi qui la vidi uscir dell'onde fora,

tal che null'altra a par di lei s'estolle.

Qui poi s'assise onestamente all'ombra,

ove le chiome l'auro sì le attorse,

che la memoria ancor il cor m'ingombra.

Or ch'ella i passi altrove andando torse,

ogni piacer da me così si sgombra,

che di restar in vita sono in forse.