CXIV

By Giacomo Lubrano

Apri più gole in polveroso inferno

di mine ondose il Cerbero de' Traci:

e latrando ne i fiumi un cupo Averno,

spinse sotto acqua a gorgogliar le faci.

Ma si oppon Starembergh, e prende a scherno

d'incendiario abisso i tuoni audaci:

benché cadan le Rocche, è muro eterno

il suo cor contro a' baratri voraci.

Ceda Roma a Vienna, e più non vanti

i Cocliti sul Tebro: altro contrasto

è sventare il terror d'Etne natanti.

Giuralo o Fama: ed a valor sì vasto

sorga un trofeo scolpito in adamanti:

sin qua può degli Eroi giungere il Fasto.