CXIV

By Giovanni Prati

Altri le mani tremule riscalda

ai ginepri odorosi: altri corona

il bicchier di vernaccia, e fa più balda,

novellando, la voce e la persona.

I´ riguardo da´ vetri a falda a falda

cascar la neve: né l´Olimpo tuona;

né stride il vento; né, dell´Orco aralda,

la corva errante il negro dì mi suona.

Più che Pesto fiorita, a mezzo il verno,

m´è soave mirar questo, che asconde

d´Iside i baci, sconsolato velo.

Sotto questo gran vel passa l´eterno

spirito della vita: e i fiori e l´onde

saran domani un vasto inno del cielo.