CXIV

By Benvenuto Cellini

Se bene ingrata, la mia donna sia,

non sia però che mai d'amar m'incresca,

sì dolce è 'l suo parlar, sì dolce è l'esca

quando ingrata si mostra a gli occhi mia.

Sia perfida, se sa; e ingrata stia:

ché quanto più ingrata è, più 'l cor m'invesca:

perché essendo ella ingrata, pare che cresca

l'amore onde obligato ognor gli sia.

Ingrata la conosco e ingrata l'amo,

e poi ch'io veggio vuole essere ingrata,

per compiacergli ingrata ogn'or la chiamo.

Onde, se l'è sì dolce, essendo ingrata,

quanto saria soave e dolce l'amo,

il possederla non essendo ingrata!