CXIV

By Berardino Rota

Se, come fior che languidetto giace

per forte pioggia o per nemica brina

poi leva su la cima inferma e china

del celeste occhio a la beata face,

alma pura gentil, che seco ha pace,

se d’empio fato sente alta ruina

a la ragion, del ver donna e reina,

si volge ancella e nel dolor compiace,

voi perché pur, signor, percosso e lasso

dal novo acerbo caso, al dritto, a Dio

il ciglio non ergete humido e basso?

Stette in piè Thebe, e già Troia fiorio:

l’una poi cadde, e l’altra è polve e sasso.

Ognun per morir nacque, ognun morio.