CXIX

By Giusto de' Conti

Rimena il villanel fiaccato et stanco

Le schiere sue, donde il mattin partille,

Vedendo di lontan fumar le ville,

E il giorno a poco a poco venir manco.

Et poi si posa: et io pur non mi stanco

Al tardo sospirar, come alle squille:

(Io me ne ingegno che ognior più sfaville

Il foco et l'esca nel mio acceso fianco).

Et sognar, tristo, infin che l'alba nasce,

E il giorno disiar sempre il mio male,

Col fiero rimembrar di mille offese.

Così dì et notte piango; et così pasce

La fragil vita questa, a cui non cale

Vedermi dentro al foco, ch'ella accese.