CXLI.

By Luigi Tansillo

Corse Ippolita il ciel di spera in spera,

Del bel peso mortal già scarca e scinta,

E vide il padre invitto ne la quinta,

Cui, viva, ella sì cara e simil' era.

Figlia de l'alma mia, sembianza vera

Del volto mio da Dio ritratta e pinta,

Qual Parca, disse, t'ha sì tosto estinta,

Perché laggiù bellezza e virtù pera?

Risponde ella e s'inchina: se ai bei membri

Ti sembrai tanto, o padre, ed ai sembianti,

Non vuoi che ai gesti ed al valor ti sembri?

Tu con l'armi e col cor sul fior del pelo

Vincesti il mondo: io con altre opre e sante

Giovane e bella ho guadagnato il cielo.