CXLII

By Giusto de' Conti

Ritorna al foco, o mio debil coraggio,

Et l'anima gelata omai riscalda

La tua virtù che il tempo omai risalda

Struggendo al caldo del possente raggio:

Et s'esser può, quel freddo cor selvaggio

Di lei, che sta ver me sì ferma et salda,

Al vento acceso dei sospir miei scalda,

Che lagrimando notte et giorno traggio:

Ritenta se pietà fiorisse mai

Nell'aspra mente, gravida di sdegno,

Che vedermi languir sì poco appreza:

Che se debbeno eterni esser miei guai,

Piacemi, almen pensando che ogni ingegno

Al tempo usasse contra sua dureza.