CXLII

By Torquato Tasso

Non potea stile assomigliare in parte

de' tuoi lumi e de' crini i raggi e l' oro,

né quel ch' apron due labra almo tesoro,

né fra' ligustri tuoi le rose sparte;

né degne pur le più famose carte

o i più candidi marmi eran di loro,

talch' a formar Natura il bel lavoro

mosse dove perdea timida l' arte;

e dimostrò la tua beltate espressa

in questa viva imago, e 'n picciol viso

gran maraviglie e 'n membra assai leggiadre;

e mentre tu vagheggi in lei te stessa,

la fanciuletta co 'l soave riso

a conoscer comincia omai la madre.