CXLII

By Berardino Rota

Notte, ch’a doppio la mia vita attristi,

ministra di pensier torbidi e negri,

e ch’a gli spirti travagliati ed egri

altrettanto venen rechi ed acquisti,

ben i miei giorni tempestosi e tristi

solei già render tu tranquilli, allegri;

hor son a tal che ’l mio stato rallegri

col pianto, e col dolore al duol resisti.

Sì novamente mi diletta e piace

il pianger e ’l dolermi, avenga ch’io

quanto convien non pianga e non mi dolga.

Deh, porta un sonno, o Notte, al viver mio,

che da sì novo inferno homai mi tolga,

e chiuda gli occhi eternamente in pace.