CXLII

By Domenico di Giovanni

Qua è di chiaro alle sei ore, e mezzo,

E vannoci a creppare in su le dieci,

Cuoconci ventri, e per ministra ceci,

E tutte le lor carni san di lezzo.

Campi si è in padule, e posto al rezzo,

E per non m'infangar i' vo a' schimbeci,

Sicché se 'l Fier ci vuole stare, istieci,

Che certo io me ne voglio uscir di mezzo.

Portando a battezzar un lor fanciullo

Gli suonan lo stentò colla Ribeca,

E colla Cornamusa il turlurullo;

E questi lo battezzano alla Greca,

Tuffandolo in un fonte nudo, e brullo

Va meno ornato, che alla fossa cieca.

Quel che 'n Chiesa lo reca,

Ha in capo una ghirlanda di Viticci,

E gli altri raglian tutti come Micci.