CXLII

By Francesco Beccuti

L'una e l'altra prigione inferma e dura

qua giù lasciando, or sei libera e sciolta,

alma, salita ove ogni cura è tolta,

né ti convien guardar porte né mura.

Il valore, il saper, l'estrema cura

al vero onore, a l'altrui ben rivolta,

e la tua fede in bianco drappo involta

non diverrà già mai per tempo oscura.

A che dunque turbar la tua quiete

con le lacrime vane e coi sospiri,

quasi invidiando il tuo felice stato?

Fossi teco io che nel varcar di Lete

spegnerei forse i miei lunghi desiri

e l'ardor ch'immortale al cor m'è nato.