CXLIII

By Ludovico Leporeo

Da l'aspro giel de le caucasie cave

Il nome altero Porfida riceve,

Scoglio natio di pomici veseve,

Che del focor d'Amor forza non pave.

Questa sì gran beltà pietà non have,

Frigida più d'incristallita neve,

Che quanto più del pianto mio s'imbeve,

D'alpe è più dura, e di freddura grave.

Dagli epicicli suoi due stelle vive

Splendono a par di Venere e di Giove,

Ma influiscono caure aure nocive:

Quindi è che il nome suo ciascun rimove,

Né Porfida più no la noma o scrive,

Perfida sì, ché la perfidia piove.