CXLIII

By Auteur inconnu

Viva, viva li pittori,

o signori, o donne belle,

con sua arte e sua pennelle

con suo seste e suo' colori!

Siàn maestri di quest'arte

eccellenti, e tanto degna

noi sappiàn mostrar in parte

quel ch'a noi è nostr'insegna;

tutti noi pur ne disegna

con perfetti e buon colori.

Noi abbiàn color perfetti

d'ogni prova e di ragione,

bianchi, azzurri e violetti,

verdi e rossi al paragone;

puossi oprar d'ogni stagione

nostri penne' di valore.

Per ritrarre al naturale

sperti siamo nel mestieri:

no' tocchiàn le parti uguale,

coloriamo a suo' doveri,

sì ch'avviva nostri voleri

dell'oprar l'esteriori.

Ancor sappiàn in prospettiva

tutta l'arte si può fare;

abbiàn vera geometria

nel partir e compensare,

d'un triangol tondo fare

vi faccián certi e sicuri.

Buon carnati ancor si truova

senza lacca e son perfetti;

quando noi faccián la pruova,

un color di dua eletti,

qui fondiàn nostri diletti

per aver dell'opre onori.

Se vi piace, signor cari,

portar sai e camicetti,

senza costo ovver danari

operiàn color perfetti;

sempre vi sarén suggetti

nello entrare e uscir fuori.