CXLIX

By Ludovico Leporeo

Quivi, Leporeo, sto tra vivi marmi:

Vissi e scrissi in licei, fuggii dagli ermi,

Ebbi in corte aspra sorte, e gli astri diermi

Servitù, schiavitù, senza risparmi.

Sospirai e cantai d'amori e d'armi;

Sempre d'amare tempre e membri infermi,

Sol versi tersi consolar potermi,

Inventor e cantor d'industri carmi.

Poso qui, sino al dì che udirò dirmi

Da Colui che da' bui regni può tormi:

“Vieni al ciel, mio fedel, a riverirmi”.

Allor fia l'alma mia che si trasformi

In quel Signor che può d'onor vestirmi,

E tra gli odei de' santi suoi ripormi.