CXLIX
Chi colla neve sollazzar si vuole,
si faccia al balcon fuora;
ché s'ell'è sí bell'ora,
forse doman l'arà distrutta il sole.
La neve, donne, dà di sé vaghezza,
ma poco tempo dura:
ch'al paragon di lei vostra bellezza
fece proprio natura,
perché chi rettamente in lei pon cura,
la vede men durar che neve al sole.
Or ch'egli è 'l tempo, donne, egli erra assai
colei che tempo aspetta;
benché tal giuoco non si vorre' mai
farlo con troppa fretta:
ché chi riceve mal, quando l'uom getta,
ispesso invan dell'error poi si duole.
Orsù, donne, al balcon fatevi avanti,
gittate e ricevete,
perché di questo i vostri cari amanti
contenti esser vedrete;
e se 'nsieme il gittar rincontrerrete,
più bel colpo di quel far non si suole.
Di gentilezza e di galanteria
alla neve giuchiàno;
ma per non la straziar né gittar via,
a fante non ne diàno:
ché, chi con lor s'affronta, ognor veggiàno
che di lor bestial atti alfin si duole.