CXLIX

By Francesco Beccuti

Or che licenza, da' suoi nodi sciolta,

col dente armato d'invido veleno

quel punge e questo e non restringe 'l freno

stato né grado a la sua rabbia accolta,

valore e cortesia, fra noi sepolta,

che di un giovane illustre adorna il seno,

io canto, e Clio dal suo bel colle ameno

tempra la cetra e le mie note ascolta.

Indi: — Scrivi — mi dice — in lettre d'oro

queste di Giulio maraviglie nove;

né soggetto più degno ha 'l nostro coro;

tessi e degli avi suoi l'inclite prove;

né ti mancherà stame al bel lavoro,

se grazia tal da la man sacra piove.