CXLV

By Ludovico Leporeo

Amore è traditore, e tale io chiamolo,

Del mio riposo invidioso ed emolo,

Che qual Satàn o Leviatàn io temolo,

E, come ei merta, a la scoperta infamolo.

Mentre scorge e s'accorge ch'io non amolo,

Con ciera austera mirami onde tremolo,

E m'alza e sbalza al basso da Pontremolo

Nel Teveron, rion di Pontemamolo.

Ben se n'avvede e crede ch'io non stimolo,

Né il male avvezzo o l'accarezzo o comolo,

Né più qual prima in prosa e in rima imprimolo.

S'ange di duolo, e 'l sassaiuolo ha un tomolo

Di brecce, e tira frecce, ed io dissimolo,

Ché in odio estremo io l'ho, qual Remo Romolo.