CXLVII

By Lorenzo de' Medici

O chiaro fiume, tu ne porti via,

nelle rapide tue volubile onde

di quei belli occhi, che or Fortuna asconde,

lacrime triste della donna mia.

El flebil mormorio tuo, ch'io sentia,

che a' miei lamenti miseri risponde,

mel dice certo: alle tue verdi sponde

conduce il pianto un rio che in te si svia.

Deh! frena alquanto il tuo veloce corso:

così del Sirio Can già mai t'offenda,

rapido fiume, il venenoso morso!

Con Frison, con Eufrate contenda!

Tu pur fuggi e mi nieghi il tuo soccorso,

né vuoi del mio bel Sol novelle intenda.