CXLVII

By Pietro Bembo

Porto, che ´l piacer mio teco ne porti,

la vita e noi sì tosto abandonando,

che farò qui senza te, lasso? e quando

udirò cosa più, che mi conforti?

Invidio te, che vedi i nostri torti

dal tuo dritto sentier, già posti in bando

gli umani affetti, e vo pur te chiamando

beato e vivo, e noi miseri e morti.

Deh che non mena il sole omai quel giorno,

ch´io renda la mia guardia e torni al cielo,

di tanti lumi in sì poche ore adorno?

Nel qual, lasciato in terra il suo bel velo,

fa con l´eterno Re colei soggiorno,

onde ho la piaga, ch´ancor amo e celo.