CXLVII

By Auteur inconnu

Quel primo eterno amor, somma giustizia,

Fiorenza, a te n'adduce

queste tre parche in cui la puerizia,

la gioventù e senettù riluce,

acciocché l'amicizia

di questa età perfetta

conosca infino al cielo essere accetta.

Quando fu posto in terra ordin e amore

dall'immensa bontà,

perch'ogni cosa nasce, vive e mòre,

nacquon costoro della necessità:

l'una dà vita al core,

l'altra 'l viver mantiene,

l'ultima è fine a nostro danno o bene.

Però Lachesi il lino a rocca pone,

che ci dà vita e sorte;

Cloto, filando, dà la perfezione;

Antropos tronca 'l fil quando vuol morte;

e così ferma e forte

è questa legge, e fia,

che tutto nasca e viva e morto sia.

Noi coll'età che 'l cielo benigno presta,

vinciàn fortuna avversa;

la bianca puerizia aspira a questa,

senettù negra piange averla persa:

orsù, tutti, con festa

onorian Cloto nostra,

che piú felice stato e ben ci mostra.

E come 'l mezzo tien della natura,

del principio e del fine,

così è ancora in noi quella alma pura

che presto impetra le grazie divine,

e questa età futura,

per virtù, e presente;

ch'al passato e 'l venir pensa e 'l pendente.