CXLVIII
La gran memoria dell'età passata
dove sempre virtù e amor crebbe,
ci duole aver lasciata,
perché perpetuarsi ognun vorrebbe.
Ma, poi ch'ell'è dal ciel sí esaltata,
ciascun amar la vuole,
per restar vivo in sí splendida prole.
Però voi, parvoletti, in cui non giace
ancor, siccome in noi, esperienza
correte a tanta pace
per fare ancor piú trionfar Fiorenza;
e noi e voi a cui lasciarla spiace,
sopperisca il favore:
ché quella a tutti ancor porrà amore.
Onora adunque, alma città, costei
ch'è stata ed è e fia la tua salute:
pensa or quel che tu sei
e quel che eri senza suo virtute;
e se mai festa e fé regno in lei
con virtù, grazia e pace,
saprallo il buon ché 'l ben sempre al buon piace.