CXLVIII
I’ alzo gli occhi al ciel, se pur vedessi
mostrarsi fuor del suo balcon sovrano
la bella donna, e stendermi la mano
perch’io gissi a trovarla e seco stessi.
Ma sono i sospir miei tanti e sì spessi
ch’adombran l’aria, e vo guardando in vano;
ben parmi udir chi dica di lontano,
quasi del mio dolor pietate havessi:
«Non giunge a riva mai terren desio:
se vuoi star seco e brami rivedella,
va pur, va oltre, e tieni il camin mio».
S’apre poi l’aria: allhor quasi una stella
nova luce m’appare incontra, ed io
m’accorgo al fin che la mia donna è quella.