CXV

By Giovanni Prati

Per illepido riso o fatuo pianto

se del mondo de´ vivi è poco degno,

questo mio libro e il breve ultimo canto

a te, fabro di feretri, consegno.

Con brune fasce per funereo manto

córcalo in bara d´odorato legno;

né, se in gleba sinistra o in loco santo

tu lo nasconda, avrò letizia o sdegno.

Pur, se una brama che mi punge al core

vuoi ch´io t´esprima, al pallido volume

dà´per sepolcro un cespuglietto in fiore.

E allor chi sa che su le frondi amiche

io talor non riveggia, al bianco lume

delle stelle, danzar l´ombra di Psiche.