CXV

By Matteo Bandello

Corre la notte cinta il viso adorno

d'aurate stelle, ed a ciascun quïete

apporta dolcemente, tal che quete

riposan le genti egre a me d'intorno.

Sol io mi doglio e sento d'ognintorno

Silenzia, ch'ella sol le mie segrete,

acerbe pene ascolta, e mansuete

mi pore orecchie, finché viene il giorno.

Quanto ti debbo, cara notte e amica,

che sì pietosa i miei martiri ascolti

con l'interrotte voci in duro pianto?

Sonniferi papavri all'ombra colti

ti spargo in premio della tua fatica,

e le tue lodi riverente i' canto.