CXV
Dal nostro acerbo, inevitabil fato
costretti siàno a seguitar costoro;
e qual sie 'l nostro stato
potete intender per ciascun di loro,
per cui v'è denotato
quanto sie de' suo' beni il cielo avaro,
poiché sí poco dolze ha tanto amaro.
Nacquon costoro insieme anticamente
e così insieme vivono e morranno;
quasi sopr'ogni gente,
come vedete, giurisdizione hanno;
benché ognun lietamente
servirebbe ad amor, che è signor nostro,
se non fussi quell'altro orrendo mostro.
Per la forma e per l'abito s'intende
chi coste' sia e gli effetti suo' fèri;
dal vestir ben comprende
ciascun gl'incerti e vari suo' pensieri;
testimonanza rende
la suo magrezza e 'l suo colore ancora
com'altri sempre distrugge e divora.
Quattro vólti ha, perché per tutto vuole
l'orecchio suo, la bocca e gli occhi porgere;
per l'amorose scole
ciò che si dice e fa, cerca di scorgere;
mai sonno albergar suole,
ma sempre piange e sempremai mal vede,
e peggio pensa e a verun non crede.
Per me' veder, gli occhiali agli occhi porta,
co' quali vien raddoppiando il suo dolore,
perché gli sono scorta,
veggendo male, a mostrargliel maggiore;
di nulla si conforta,
ma 'l suo sospetto in infinito accresce,
e dove un tratto alberga, mai non esce.
Con quella spada ch'ella porta in mano
ferisce altrui, né sana mai tal piaga,
e noi qui la proviàno;
così sempre costei di mal s'appaga,
come detto v'abbiàno:
e però ciaschedun che liber sia,
fugga questa perversa gelosia.