CXVI

By Giacomo Lubrano

A che più piangi incatenata Aurora

messe in ceppi servil'le patrie cune?

Sorgi da l'Ebro: ecco a le Tracie Lune

d'una Ecclissi fatal giunse pur l'ora.

Sparì la Notte; e gli Orizonti indora

novo Giorno guerrier: ché le fortune

de l'Austriaco Sol sempre son une,

e si fanno Albe sue gli Esperi ancora.

Se vuoi di libertà sicuri i pegni,

mira d'Ungari Fiumi il fondo angusto

che di Turche agonie sfiata gli sdegni.

Sì sì, d'Orse Germane al Carro Augusto

penderan d'Asia umiiati i Regni;

e degli empi Sultani avvinto il busto.