CXVI

By Ludovico Leporeo

Erranti sono le rotanti sfere,

Gli astri fugastri senza mai fallire,

Con tal tenor che error non si può dire,

Ma certissimo e altissimo sapere.

Colme di scienze, intelligenze vere

Di su qua giù non cessano influire

Beni e mali a' mortali, e scompartire

A chi noie, a chi gioie, a lor piacere.

Quindi è che a tondo il mondo inferiore

Retto, come architetto, è con misure

Da quel superno eterno Direttore.

Giorni errano di scorni, e notti oscure,

Piene d'acerbe pene e di dolore,

D'amare sorti, e varie morti dure.