CXVI

By Ascanio Pignatelli

D' occhio divino indegna in sé confusa

Si stima, e dietro al suo Signor s' atterra

Donna celeste homai, non più di terra,

E grata a lui de le sue gratie infusa;

Ella unge i piè, ma fuor l' alma diffusa

In più soave odor scopre, e disserra,

E prega, e sforza, e 'l grave fallo ond' erra,

Ch' humiltà cela, amaro pianto accusa;

Stillin acqua or quegli occhi, onde s' accese

Non degno foco, e i crin, dice, negletti

Sciolgan le reti a mille cor già tese,

Sprezzi mondana forma, a Dio gli affetti

Orni sana la mente, e se l' offese

Beltà di fuor, l' interno hor lo diletti.