CXVII

By Lorenzo de' Medici

Già fui misero amante, or transformato

per la vaghezza di due occhi belli

da una ninfa tra verdi arbuscelli,

di amante un duro sasso diventato.

Se qualche gentil cor quinci è passato,

per essemplo di me sia più saggio elli;

né facci gli occhi alla ragion ribelli,

perché son tesi i lacci in ogni lato.

Benché rigida pietra, ancor mi resta

tanta pietà, che ammonir posso altrui

e farlo saggio col pericol mio.

Cauto con gli occhi bassi e con la testa

passi di qui chi è come già fui,

ché ancora in questi luoghi Amore è dio.