CXVII

By Pietro Bembo

Che gioverà da l´alma avere scosso

con tanta pena il giogo, che la presse

lunga stagion, s´Amor con quelle stesse

funi il rilega, et io fuggir non posso?

Meglio era che lo strale, onde percosso

fui da´ begli occhi, ancor morto m´avesse,

che fosse il braccio tuo, ch´alor mi resse,

da me, superno Padre, unqua rimosso.

Ma poi ch´errante e cieco mi guidasti,

Tu sentiero e Tu luce, ora ti degna

voler, che ciò far vano altri non basti,

e lei sì del tuo foco incendi e segna,

che poggiando in desir leggiadri e casti

rivoli a te, quando ´l suo dì ne vegna.